Aveva immaginato l’amore come un rapimento che fa del mondo intero una primavera, aveva sognato una felicità estatica; ma questa non era felicità, era una fame dell’anima, era uno struggimento doloroso, era un’angoscia amara che non aveva mai conosciuto. Cercò di ricordare quando l’avesse provata la prima volta. Non lo sapeva. Ricordava soltanto che sempre, tranne all’inizio, era entrato in quel locale con in cuore una lieve sensazione dolorosa; e ricordò che quando lei gli parlava si sentiva come mancare il fiato. Quando lei lo lasciava era infelicità, e quando tornava da lui era disperazione.
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